Splitters
Come faccio a separare il segnale di un microfono su due (o più) mixer?
Devo fare uno split : una separazione, ed uso lo splitter.
Di splitter ne conosciamo 3 tipi:
1)
Passivi: il tipico “sdoppio”, collegando due consoles avrò una variazione di carico quindi una variazione di impedenza che, solitamente, porta a degradazioni o distorsione del segnale.
Molto spesso la si usa , in prod. medio piccole.
La degradazione si nota soprattutto oltre i tre “split”.
Oltre i suddetti problemi si somma il cavo che diventerà capacitivo, difatti la distanza in pratica raddoppia, quindi diventa passabasso e inoltre sarà molto suscettibile alle interferenze RF.
Di passivi ne esistono 2:
a) la Y, lo sdoppio fisico: Spesso cambiando il gain da una console, soprattutto in quelle datate, incorriamo a una variazione di corrente nel circuito, che si riflette quindi anche sulla altra eventuale console.
Usando lo split passivo è conveniente sempre fare delle prove, attivando e disattivando la phantom, modificando il gain sull’una console e ascoltando l’out dell’altra.
b) a trasformatore
Le uscite sono disaccoppiate, non interagiscono tra loro.
I trafo costano e la bassa qualità di quelli cheapy si sente, molto.
In genere bloccano la Phantom quindi solitamente un cavo è “diretto” e va collegato al mixer che genera la Phantom.
Non viene cambiata l’impedenza.
2)
Attivi: In pratica sono a tutti gli effetti dei preamplificatori, eliminano tutti i problemi di cui sopra.
Anche essi esistono transformer e transformerless.
3)
Digitali: molto usata oggi (per produzioni con tanti neuri) è la ethersound, il segnale arriva dritto in console senza alcuna perdita, se non di qualità dovuta ai convertitori A/D può essere “doppiato” quante volte vogliamo, a patto di usare switch(es) ethernet.
OldSchool:
A volte, se si hanno delle direct out (bilanciate) sul mixer, è comodo usarle, per rimandare poi il segnale, già preamplificato, dal mixer di palco al mixer FOH (quello di sala).
Praticamente è come se avessimo uno split attivo.
EtherSound Gigabit-EtherSound
Wednesday November 23rd 2005, 4:41 pm
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La Digigram è presente sul mercato dal 2001 con un formato oramai standard per la trasmissione di segnali audio digitali chiamato ethersound.
Ethersound permette la trasmissione in tempo reale e parallela (tempi max di risposta all’ordine di 125 microsecondi), di 128 tracce audio 24-bit / 48 Khz (64 in - 64 out) su cavi CAT5 o CAT6 , oltre che 768 Kbit/s di trasmissione dati. Può usufruire di tutti i componenti (switches, convertitori, etc..) aventi lo standard Ethernet e può funzionare assieme a una rete ethernet standard, p.e. una Lan Aziendale.
Può essere trasmesso senza preoccupazioni fino a 90-120 metri (dipendentemente dalla qualità del cavo).
Gigabit-EtherSound invece è lo standard su rete Gigabit Ethernet, permette la trasmissione di 512 tracce audio 24-bit / 48 Khz (256 in - 256 out), oltre che 100 Mbit di trasmissione dati (p.e. streaming video) e retro-compatibilità con lo standard Ethersound.
Le seguenti sono le ditte licenziatarie del formato Ethersound (al Novembre 05):Allen & Heath, Archean Technologies, Audio Performance, AuviTran, Bittner Audio, Bouyer, CAMCO, DiGiCo, Digigram, InnovaSON, Martin Audio, Mediachip, NetCIRA by Fostex, Nexo, Pinanson, VTG Audio, e Whirlwind.
Impulse responses
L’impulso è una forza che agisce per un tempo infinitesimo.
Creare un’IR è semplicissimo,
a) prendete qualcosa che dia un “colpo” veloce, tipo una pistola scacciacani, o una a salve, qualcosa insomma che dia una “botta” in una frazione di tempo e
b) registrate tutto il decadimento nell’ambiente.
La IR è il file audio creato.
Il software che noi usiamo per le IR fa “semplicemente” una “convoluzione“.
Date f e g due funzioni.
La convoluzione di f e g e’ un’operazione matematica (integrale) del prodotto di f con una versione ribaltata e traslata di g producendo una terza funzione h.
Le risposte all’impulso possono creare modelli di altri sistemi fisici, come ad esempio un circuito elettrico, che necessariamente però deve essere lineare e tempo-invariante, altrimenti si utilizzano altre tecniche + onerose in termini di calcolo.
il “suono” prodotto da una scacciacani corrisponde, in maniera non troppo approssimata, ad un “delta di dirac” descrivibile, per noi, come un suono di durata infinitesima contenente tutte le frequenze dello spettro udibile.
è ancor + considerata buona come sorgente perchè puntuale (nel senso di punto) e omnidirezionale.
Matematicamente, un modello IR convoluto con un segnale equivale (con le dovute approssimazioni) al segnale passante per il sistema, che per noi è un’ambiente, come se il suono che vogliamo reverberare fuoriuscisse dalla pistola.
Svariate ir vengono prodotte con un buon impianto audio e una sorgente “delta di dirac” vera e propria.
La registrazione viene effettuata tramite microfoni di misura con risposta lineare.
Cmq si ottengono buoni risultati con la pistola a salve e una ripresa stereo con un paio di microfoni “matched” a condensatore di buona, se non ottima, qualità .
La audioease ha in manuale una metodologia tramite l’utilizzo di sweep, ovvero la sequenza di frequenze che, a partire dalle + gravi, arriva alle alte distribuendole nel tempo, poi ricrea l’IR via software, solo che si abbisogna di una sorgente molto lineare, soprattutto alle basse frequenze ed è difficile averne che partano da 20-30 Hz linearmente.
Naturalmente questa è un’altra valida alternativa, ma meno casalinga e simpatica tanto quanto ben funzionante, della pistola.
Ce n’è un’altra ancora + simpatica, ma meno precisa: scoppiare un palloncino!
Successivamente è possibile editare la risposta confrontando lo spettrogramma con quello di un rumore bianco, l’inizio dello sparo dovrebbe essere uguale (io nn sono favorevole a questo).
Leggi della Dinamica
Leggi della Dinamica.
Come usare correttamente compressori senza vendere l’anima al diavolo.
Prefazione
Il compressore non migliora il suono.
Una più sottile definizione sarebbe, eventualmente, che il comp. ne modifica il carattere.
La modifica avviene nell’ampiezza del segnale (volume) e si manifesta dipendentemente dalle regolazioni (o programmazioni) dell’inviluppo (ADSR) che vedremo meglio più avanti.
L’utilità del compressore sta in alcuni punti fondamentali:
- Diminuire la differenza tra la media del segnale e i picchi.
- Prevenire clips e distorsioni. Alcuni picchi, essendo troppo elevati, portano a distorsioni sulla catena audio.
- Aumentare il volume delle parti troppo basse.
- Essere creativi, creare suoni derivati, sound design.
- Nelle registrazioni moderne esistono compressioni avanzate, utilizzate in casi particolari quali per esempio il de-essing o la compressione multibanda.
Storicamente, il limiting è stato sviluppato prima della compressione, per sopperire problemi tecnici (distorsioni).
Prima di continuare, leggetevi un buon testo che spieghi cosa sono i dB (decibel).
Condizioni ottimali
In ordine di importanza, se avete buoni:
-musicisti
-strumenti
-microfoni
-preamplificatori
scordatevi pure di leggere le righe sotto, non ne avreste bisogno.
Anzi, usare un compressore sarebbe quasi un insulto!
1 Terminologia:
ADSR:
Attack(attacco): tempo di salita fino al raggiungimento del volume massimo.
Decay (decadimento): può anche mancare, indica quanto velocemente il volume si abbassa fino al sustain.
Sustain (mantenimento): tempo in cui l’intensità del suono non subisce grandi variazioni, rimane pressochè costante.
Release (rilascio): tempo di abbassamento del volume fino a raggiungere un livello + basso del rumore di fondo.
Range dinamico:
Il range dinamico è la differenza (ratio) di altezza (loudness) tra i passaggi più soffusi e quelli più forti.
Quello che a noi + interessa del range dinamico è l’Headroom (LTM), nel nostro caso un rapporto differenziale tra il valore medio (RootMeanSquare, RMS) del segnale e i suoi picchi.
In genere va dai 1 dB fino a 15-20 (molto raro, ma + fedele alla realtà) la media è 6-10dB.
Microdinamica:
L’espressione ritmica, il tocco, il “rimbalzo”.
Macrodinamica:
La differenza di altezza tra parti di una stessa canzone.
I processori dinamici si occupano di Microdinamica, il gain manuale di Macrodinamica.
Curve di trasferimento:
Le curve di trasferimento indicano la caratteristica di guadagno tra ingresso e uscita. Il livello di input è plottato sull’asse delle X, l’uscita sulleY. Osserviamo la figura in esempio: la linea gialla indica che il guadagno tra i due segnali è pari a uno; tale linea è a 45° ed è chiamata linea di guadagno (o gain ) unitaria.
alzando o abbassando la linea avrò un guadagno maggiore (es. guadagno di 10 dB) o una soppressione (es. soppressione di 10dB, o guadagno di -10 dB).

Threshold:
Il livello di threshold è definito come il livello raggiunto il quale la riduzione di guadagno ha effetto.
Ratio:
Il ratio (differenza) è la differenza tra il segnale in ingresso e quello in uscita nel punto di treshold.
Ad esempio: se il ratio è 2:1 per ogni 2 dB oltre il livello di threshold il segnale in uscita aumenta di un solo dB, per un segnale di 8 dB, aumenta di 4dB oltre la soglia di Threshold.
Knee:
Il knee (ginocchio) rappresenta la curva di soppressione che il compressore attua.
Un knee può essere soft o hard a seconda di come si vuole che la soppressione avvenga. Un soft knee dona alla compressione un aspetto lineare, visto sulla curva di trasferimento appare come una curvatura dolce e ad ampio raggio, al contrario dell’hard che invece inizia il processamento in maniera più forte e violenta e, teoricamente, è visibile come una spigolatura, spesso utilizzata per suoni percussivi a impatto iniziale fortissimo.
Attack e release Times:
L’Attack (attacco) e il Release o Recovery (rilascio) time sono rispettivamente i tempi di inizio attenuazione e di fine attenuazione dopo che il threshold è superato.
Alcuni compressori (a dir la verità raramente) hanno in più la possibilità di regolare il delay di release, cioè un ritardo al tempo di release dopo che il compressore inizia a fare effetto. Non è molto piacevole all’orecchio se utilizzato con poco criterio, spesso soffoca i suoni, soprattutto quelli con abbondante ambiente sotto.
2 Compressori e Limiters.
Aggiustare l’impatto della Musica con la microdinamica.
L’ingegnere come l’artista.
Con la giusta attrezzatura si può ottenere un suono più o meno percussivo, più o meno grosso, buono o cattivo, mediocre o eccellente.
Si utilizza anche quando c’è il rischio che segnali troppo ampi e non controllati portino i circuiti di amplificazione a saturarsi facilmente, con conseguente aumento della distorsione armonica. Quando è usato da mani esperte, può produrre le migliori registrazioni al mondo e differenziare i diversi generi musicali. Molti ingegneri conoscono solamente il suono compresso, mentre sarebbe buona abitudine conoscere come catturare nel miglior modo il suono naturale. Basterebbe allenarsi nella registrazione stereofonica con microfoni di buona qualità.
Il suono delle registrazioni moderne tende ad enfatizzare molto la parte ritmica, e in tal caso il compressore aiuta l’ingegnere. Non a caso la SSL creò mixer con un compressore per ogni canale aprendo le porte alle sonorità “moderne” che siamo abituati ad ascoltare ormai da anni.
Compressione Vs Limiting.
Molti ingegneri utilizzano la compressione per cambiare il suono intenzionalmente e il limiter, modificando il suono il minimo possibile, per aumentarne il volume.
Nella musica moderna alcuni transienti corti fino ad 1 ms che vengono distorti dalla compressione, o dal limiting, possono modificare il suono, udibile, del transiente iniziale, soprattutto per strumenti come il pianoforte; è quindi buona norma utilizzare bene le orecchie prima di limitare o comprimere transienti corti. Con una buona attrezzatura e tecnica molte registrazioni a 18- 20 dB possono essere ridotte fino a 14 dB con un minimo effetto sulla chiarezza del suono. Ciò riguarda le registrazioni audio digitali mentre non può essere fatto per le registrazioni analogiche, quindi dal nastro, che hanno già perso i transienti veloci. Spesso, comunque, viene utilizzato il registratore a bobine proprio per la sua caratteristica di autolimiting.
Limitazione trasparente
Il miglior limiter al mondo è non utilizzare affatto un limiter!
Utilizzo del compressore
Il miglior modo di iniziare la fase di compressione del suono è trovare dapprima un threshold ottimale, con un ragionevolmente alto ratio e un veloce tempo di rilascio.
Aggiustare poi il threshold finché il livello dei meter di compressione si alza solo sulle “sillabe” che volete siano affette. Questo significa che il threshold è ben regolato sugli accenti musicali che volete, chiamato pure “punto d’azione”. Si può ora ridurre il ratio fino a inizio corsa e settare il rilascio intorno ai 250 ms. Da questo momento è possibile una regolazione di precisione sul ratio, attacco e rilascio, con possibili riaggiustamenti, qualora se ne abbia la necessità, di threshold.
Possiamo far diventare un compressore simile ad un limiter portando il ratio al max e attacco e rilascio corti a discrezione (orecchio!).
Bisogna considerare che ogni compressore ha il suo modo di “suonare”, con gli stessi parametri di compressione, infatti, avremo sempre suoni diversi.
Condizioni pratiche
Non farete mai miracoli con queste macchine, ricordatelo, men che meno se il musicista è un principiante, quindi preferibilmente sarà meglio fare una nuova registrazione oppure mandare il vostro cantante, batterista, musicista a studiare!
Impostazioni “base” su cui partire
Strumento (ATTACK, RELEASE, RATIO, KNEE)
Voce (25 ms - 100 ms, 100 ms - 500 ms, 2:1 to 4:1, Soft)
Basso Secco (25 ms, 25 ms, 4:1 o più, Hard)
Basso Morbido (100 ms - 500 ms, 100 ms - 500 ms, 4:1, Hard)
Chitarra Elettrica (25 ms, 1 sec - 2 sec, 4:1 o più (maggiore sustain), Hard)
Chitarra Acustica (100 ms - 500 ms, 100 ms - 500 ms, 4:1, Medium)
Fiati (25 ms, 25 ms, 5:1 ò più, Hard)
Batteria (kick, snare)(25 ms, 25 ms, 4:1, Hard)
Batteria (cymbals) (25 ms, 1 sec - 2 sec, 2:1 - 10:1, Hard)
Compressori consigliati:
Manley Lab VoxBox
Tube Tech CL2A
Neve “V” Rack
Avalon VT 747 SP
Valley People Gain Brain II
Empirical Labs EL8X Distressor
Millenia TCL-2
Manley Slam
Mootcher, samples dalla rete sul tuo campionatore

Mootcher è una serie di API (Application Program(ming) Interfaces) utili all’interfacciamento di applicazioni audio con il database del progetto Freesound.
Mootcher da’ la possibilità di fare ricerche avanzate sul database, ascoltare i files, visualizzare le proprietà e scaricarli, direttamente nella libreria del proprio software.
Rilasciato sotto GNU LGPL (GNU Lesser General Public License)
Tux is a DJ!?!
Esistono due applicazioni che lavorano insieme in linux e sono la gioia dei dj.
Parlo di Mixxx e Prokyon3.
Eccoli più in dettaglio:
Mixxx è una applicazione di dj-mixing per utenti semi-pro e pro . lo sviluppo è iniziato nel 2001 ed è stato uno dei primi sitemi per dj. Oggi Mixxx include molte soluzioni comuni al dj-digitale, ma con alcune caratteristiche peculiari: è free (as in speech) ed è multipiattaforma. Le caratteristiche del sistema: Beat detection (riconosce il BPM), display paralleli, per visualizzare al meglio le forme d’onda e il supporto per molti controllers per dj. Disponibili versioni Linux, Win, Mac e sorgente.
Mixxx si integra perfettamente con Prokyon

Prokyon3 ricerca MP3, Ogg e files FLAC da harddisk, CDROM, SMB e NFS. I files possono essere suonati dai + comuni players di Linux. La visualizzazione del file e delle relative informazioni può essere personalizzata. Prokyon3 contiene anche un editor per ID3 e OGG tag ed è stato concepito per il supporto di grosse quantità di files.
Nuova veste grafica
Thursday June 02nd 2005, 2:05 pm
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Ho cambiato veste grafica al blog, spero renda allegri taluni, indifferenti altri, ma non tristi.
Personaggi: Benjamin R. Tucker
Benjamin R. Tucker, nato nel 1854 e morto nel 1939, fu figura di primo piano nell’anarchismo individualista americano. Fondò la rivista “Liberty” che, seppure dapprima attenta agli anarchici collettivisti europei, ruppe presto con essi tutti i contatti in nome della libertà individuale. Per Tucker infatti, lo Stato socialista sarebbe la negazione dell’anarchia, mentre di contro la vera lotta nella società non è fra socialismo e capitalismo, bensì fra “autorità e libertà”.
« Se fosse stato possibile che la creazione concreta o l’adattamento risultante dagli sforzi di un singolo individuo fossero utilizzati contemporaneamente da tutti gli individui, la presa di coscienza di questa possibilità, lungi dall’essere presa a pretesto dalla legge per impedire l’uso di questa cosa senza il permesso del suo creatore o adattatore, e lungi dall’essere considerata dannosa per qualcuno, sarebbe stata salutata come una benedizione per tutti - in breve, sarebbe stata vista come una delle più fortunate caratteristiche della natura delle cose ».
“nè il voto, nè la minaccia delle baionette possono avere un ruolo nella lotta contro il potere, solo la resistenza passiva è lo strumento che potrà assicurare per sempre i diritti delle persone”
“Poiché il Signore, nella sua saggezza, o il Diavolo nella sua malizia, ha disposto le cose in modo che il lavoro dell’inventore o dell’autore sia in natura svantaggiato, l’uomo, nella sua potenza, ha proposto di supplire con un espediente artificiale che non si limita ad annullare lo svantaggio, ma che conferisce all’autore un vantaggio di cui attualmente non gode nessun altro lavoratore - un vantaggio, per di più, che in pratica non va all’inventore o all’autore, ma al promotore, all’editore o alla grande impresa.”
Benjamin R. Tucker (1854-1939)
HOW TO NO-SIAE
Un articolo che ho scritto per CreativeCommons.it dopo varie discussioni e ricerche.
La “SIAE” è la Società Italiana degli Autori ed Editori. La sua funzione istituzionale è la tutela del diritto d’autore. La SIAE amministra le opere di oltre 71.000 aderenti facendo sì che per ogni sfruttamento di un’opera sia corrisposto all’autore e all’editore un adeguato compenso. CC non può costituire un organo sostitutivo alla SIAE.
Per opere musicali e per opere non musicali, la ricetta è breve e sempre la stessa, ossia usare una licenza libera in cui il licenziante dichiari: a) di essere il titolare di tutti i diritti connessi e di rinunciare al loro esercizio esclusivo; b) di non essere iscritto alla SIAE. Inoltre, si può fare sempre a meno del contrassegno SIAE se non c’è lo scopo di lucro o se il supporto utilizzato impedisce di utilizzarlo. Ogni opera musicale e’ figlia di tre genitori: l’interprete-esecutore, il produttore e l’autore, sempre che non coincida con una o più figure sopra; da questi nascono i diritti connessi.
Ma come tutelarsi? Facciamo un esempio: Mario scrive una canzone, per la sua opera vuole utilizzare una licenza CC ma vuole anche tutelare i suoi diritti; qualcuno potrebbe pur sempre copiare il pezzo!! Subentra allora copyzero (per esempio), vi sarà apposta la firma digitale del Movimento Costozero e una marca temporale (avente valore legale) certificata da un ente accreditato presso il CNIPA. Il periodo di validità della marca temporale si estende per 3 anni a partire dalla data di emissione. Mario ora sarà (auto)tutelato e libero di far ascoltare i propri pezzi a chi vuole!!
Riferimenti: (art. 180 della Legge 22/4/1941, n.633): L’autore o il suo avente causa può esercitare personalmente i diritti riconosciuti dalla Legge, oppure affidarne la tutela alla Società Italiana degli Autori e degli Editori.
Il sito web della SIAE
il sito web Copyzero
L’articolo originale
Freesound Project
Il progetto Freesound mira a creare un enorme database collaborativo di campioni, registrazioni, segnali… rilasciati sotto Creative Commons Sampling Plus License . Il progetto Freesound vuole garantire un servizio di ricerca mirato all’utilizzo di parole chiavi, di parole “suona-come”.

Inoltre vuole generare una base di dati aperta di suoni che possono anche essere usati per la ricerca scientifica. Molti centri di ricerca audio hanno difficoltà nel trovare audio correttamente autorizzato per gli esperimenti. Molti hanno espresso questo problema, ma finora non c’è stata una soluzione. Freesound ce l’ha.
Qui il sito