Push & Pull, o lo sforzo senza sforzo, o l’ Attivita’ Inattiva, sono solo descrizioni esteriori di un processo interiore del quale ho fatto uso negli ultimi anni, sforzandomi di produrre musica che sia seducente e non da usa e getta.
In questa era Postmoderna, l’ Arte di creare musica sta diventando sempre piu’ il Mestiere distribuire svago.
Pero` sono convinto che per essere significativa e di successo, la musica deve stimolare simultaneamente livelli diversi della
percezione.
Deve oltrepassare necessita’ egocentriche ed etnocentriche.
Deve diventare, come dice Jean Gebser, “aperspettiva”.
Un musicista non deve suonare “alla” gente, e neppure “per” la gente, perche’ queste preposizioni implicano una separazione tra il musicista stesso ed il pubblico.
Invece, sento che il vero potere della musica viene comunicato quando il musicista suona “con” la gente; quando, attraverso abili manipolazioni di frequenze (note e suoni), ritmo e parole, le barriere mentali e fisiche fra l’ artista ed il pubblico smettono di esistere e tutti si lasciano trasportare in un ambiente di percezioni piu` sofisticate.
Nelle filosofie orientali questo stato viene spesso chiamato “Svabhavikakaya”, o “lo stato di unita'’” o “lo stato non-dualistico”.
Questo stato ha piu` possibilita` di essere in qualche modo “assaporato” nei concerti dal vivo, perche’ i presenti sono, quasi sempre, predisposti a prendere parte a questa cerimonia/concerto in maniera quasi rituale.
Infatti, da tempo immemorabile, la musica e’ stata usata dagli esseri umani in cerimonie religiose, shamanistiche e magiche ed e’ tuttora usata in molte parti del mondo come mezzo per indurre stati di trance in alcuni processi curativi.
La musica pop e’ un buon esempio dell’uso di tecniche “Push”.
L’ elemento “Push” e’ la ripetizione del contenuto armonico, lirico e ritmico, mentre esempi di “Pull” sono meglio rappresentati dalla musica d’avanguardia/contemporanea o sperimentale, in cui la ripetizione non e’ cosi’ ovvia anzi a volte e’ completamente assente.
La cosi’ detta musica “new age” o ”ambient” e’ un esempio piu` diluito delle tecniche “Pull”, in cui benche’ ci siano ripetizioni in stile “Push”, il paesaggio sonoro crea un’atmosfera che invita l’ ascoltatore ad entrare e scoprire nuove informazioni musicali ed emotive.
La musica “Push”, cosi` come la televisione, e’ strutturata per essere ovvia, facile, in qualche modo familiare, innocua ed efficace nel manipolare le emozioni.
Non e’ una coincidenza che quasi tutti i testi delle canzoni pop si concentrano sul tema dell’ “amore” in tutti i suoi aspetti, dalla
tensione sessuale al raggiungimento di una meta romantica, e tutto cio’ che esiste fra le due cose, riforzando il messaggio di quella che Ken Wilber chiama “la cultura del narcisismo, della regressione e della ritribalizzazione”.
Il rock ed il jazz sono probabilmente i due generi in cui le tecniche di “Push&Pull” possono essere usate parallelamente con piu’ successo.
Qui possiamo usufruire di elementi “Push” (ripetizione, uso di frequenze e ritmi aggressivi) fusi con elementi “Pull” (non- ripetizione, improvvisazione, suoni ambient e frequenze non-aggressive) che possono creare, nei casi piu` riusciti, un mondo totalmente interattivo. Un mondo in cui il campo d’azione e` la sensibilita’ interiore dell’ascoltatore e nel quale l’ interattivita’ e` il responso fulmineo, profondo ed avvincente della coscienza.
E’ interessante notare come negli ultimi anni una parola molto di moda sia stata “interattivita`”.
Nello sforzo di essere “in”, di fare tendenza e di stabilire nuovi confini per l’ uso di questa parola nell’ esperienza musicale collettiva, si e` perso di vista il fatto che la musica e’ ed e’ sempre stata un mezzo di espressione realmente
interattivo.
Basta pensare quanto facilmente siamo attratti al partecipare con i nostri artisti preferiti, ballando, canticchiando le parole di una canzone, a volte cambiandone anche la tonalita`, il tempo ed il ritmo per adattarla ai nostri bisogni emotivi.
L’ uso del “Push&Pull” ci da’ la possibilita’ di sperimentare con un ambient e molto interessante e stimolante.
Corrado.
Ringrazio Corrado Rustici per avermi permesso di riportare questo suo scritto sul mio blog e per i suoi graditissimi auguri.
Peace.
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